[BURIED] Se Ryan Reynolds avesse avuto un iPhone, il film sarebbe durato mezz’ora.
[Hardcore Judas su Friendfeed]
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Quando, nei confronti di qualcuno, senti una cosa così – che stai male per i suoi problemi come se fossero i tuoi, che vorresti fare qualcosa, qualsiasi cosa anche se tu non c’entri nulla, sei uno qualsiasi, sei uno spettatore – per un momento pensi “ma perché, cazzo, ma non ne ho già abbastanza dei miei”. Per un momento solo, perché sai che quel qualcuno non conterebbe così tanto se così non fosse. E sì, ognuno dovrebbe avere quel qualcuno.
Uguale uguale uguale.
[via Tumbr]
[Fonte Makkox]
Un commento, proprio di Makkox, sintetizza la paradossalità di quello che è successo:
be’ dopo la partita con l’estonia e i casini al gay pride, non prevedere ’sto casino è concesso solo a mia nonna che guarda solo Hallmark.
Io dico che QUEI serbi paramilitarizzati, che son tizi “capaci di succhiarti via un occhio come un ostrica” (cit.), facevano paura come fa paura affrontare un branco di lupi più che un branco di randagi.
cmq, ai bambini invitati allo stadio son state requisite all’ingresso le bottigliette di yoga che avevano ricevuto poco prima. fortunatamente questo ha evitato che la situazione degenerasse in un bagno di succo di pesca.
[vanz, via dottorcarlo, via piste]
Non ne avevo sentito parlare, magari nemmeno voi, quindi lo condivido.
Un paio di video piuttosto semplici, parole e disegni schematici e musica, per spiegare The Girl Effect, Invest in a girl and she will do the rest.
Il primo video
E il secondo
Molto belli.
[Fonte]
[tags]the girl effect[/tags]
[Nuova categoria. Non ho il Kindle per condividere in automatico frasi che ritengo interessanti dei libri che leggo, indi li metto qui].
Ogni opera minore ha un autore segreto e ogni autore segreto è, per definizione, uno scrittore di capolavori. Chi ha scritto quell’opera minore? Apparentemente uno scrittore minore. La moglie del povero scrittore lo può testimoniare, l’ha visto seduto, chino sulle pagine in bianco, che si contorceva passando la penna sulla carta. Sembra una testimonianza inoppugnabile. Ma quello che ha visto è solo l’esterno. Il guscio della letteratura. Un’apparenza. […]. In realtà a scrivere quell’opera minore è uno scrittore segreto che accetta soltanto i dettami di un capolavoro.
Il nostro buon artigiano scrive. E’ assorto in quello che va plasmando bene o male sulla carta. La moglie, senza che lui lo sappia, lo osserva. In effetti, è lui che scrive. Se però la moglie avesse una vista a raggi X si renderebbe conto che non assiste propriamente ad un esercizio di creazione letteraria ma piuttosto ad una seduta di ipnotismo. Dentro l’uomo seduto a scrivere non c’è nulla. Nulla che sia lui, voglio dire. Quanto farebbe meglio quel pover’uomo a dedicarsi alla lettura. La lettura è piacere e gioia di essere vivo o tristezza di essere vivo e soprattutto è conoscenza e domande. La scrittura, invece, di solito è vuoto. Nelle viscere dell’uomo che scrive non c’è nulla. Nulla, voglio dire, che sua moglie, in un momento dato, possa riconoscere. Scrive sotto dettatura. Il suo romanzo o la sua raccolta di poesie, decenti, più o meno decenti, nascono non per un esercizio di stile o di volontà, come pensa quel povero disgraziato, ma grazie ad un esercizio di occultamento.
[La parte di Arcimboldi – 2666 – R-Bolaño]
[tags]2666, Bolaño[/tags]