Tag: foto

  • Heavy clouds

    Heavy clouds
    Arrivederci estate, benvenuto autunno.

  • Foto con il tappo davanti

    Una donna in bici con il cane al guinzaglio, completamente sbilanciata e con lo sguardo terrorizzato, perché il suo cane è rincorso da un altro cane, libero.

  • Foto con il tappo davanti

    [Inauguro con questo una serie di post sulle fotografie che avrei voluto fare, ma che a prescindere dai motivi non sono riuscito a scattare. Pesantemente ispirato da PaperDoll]

    Stradina di campagna che da Bellaria porta al casello di Rimini Nord, verso le 18:45.
    Sul campo alla mia sinistra, un uomo di colore, in piedi, appoggiato alla vanga, si riposa un attimo.

  • Geometrie

    Geometrie
    [Castello di Bracciano, dettaglio]

    Ragnatele, che aggiungono fascino ad un vecchio castello.
    [E che altre volte incupiscono un po’, tipo quelle che troverò oggi, al rientro in ufficio dopo le ferie…]

    [tags]foto, castello di bracciano[/tags]

  • My Own Private Milano

    Capita che una domenica di metà aprile ti arriva una email da una amica, ma sei in macchina e quasi quasi non la leggi subito, che stai guidando. Però poi la leggi, e d’impulso ti scappa di correre a casa per riguardarla da PC, che la roba che c’è scritta è favolosa. L’amica ha la fortuna di conoscere una persona che spesso ha delle belle idee, e che gliene parla, proprio come è accaduto questa volta. E ti ritrovi all’improvviso in una stanza con coinquilini in parte sconosciuti, scopri quale è il tuo ruolo, razzoli sul tuo Flickr e trovi del materiale interessante da proporre. 20 fotografie di Milano fatte da non milanesi, 20 milanesi che stanno al gioco e accettano di scrivere un racconto basato sulla foto che verrà a loro assegnata, l’ansia dei ritardatari, la curiosità degli accoppiamenti, il “oooohhhh” di stupore quando guardi l’ebook che è stato prodotto in maniera egregia da quest’uomo. La soddisfazione di far parte di questo gruppo, di fare questa cosa per il puro piacere di farla, è veramente una sensazione molto bella; e la mia foto mi ha reso doppiamente felice: uno, è stata interpretata dalla mia scriba proprio nel modo in cui io l’ho scattata, e due, era una foto che, assieme ad altre cose, era parecchio tempo che stava nascosta, e ci tenevo molto a tirarla fuori. Grazie a tutti i partecipanti, abbiamo fatto una cosa molto bella, assieme.

    [tags]mopm, milano, my own private milano[/tags]

  • Photowalk cimiteriale

    Snobbando la spiaggia, ho dedicato questa domenica di fine giugno per un breve ma intenso photowalk in un paio di cimiteri di guerra, che “grazie” alla vicinanza della Linea Gotica sono molto presenti in questa zona. Per motivi puramente pratici ho scelto il cimitero militare Gurkha sulla superstrada che unisce Rimini e San Marino [mappa], e il Ridge War Cemetery di Coriano, sempre in provincia di Rimini [mappa]. Entrambi i cimiteri sono gestiti dal CWGC, curati alla perfezione, le lapidi perfette, un tappeto erboso all’inglese che è un piacere calpestare a piedi nudi; questa gestione mi ha stupito, nel senso che, da quello che ho capito, i cimiteri sono sempre aperti e non sono presidiati, a meno di giri di ronda delle forze dell’ordine, ma sono così ben tenuti da dare l’impressione di essere costantemente in lavorazione. Ecco, non saranno propriamente luoghi allegri, ma la calma che trasmettono, beh, la trovo difficilmente in altri luoghi. Per i più curiosi, qui e qui le info ufficiali del CWGC sui due cimiteri, e sotto i link ai due set su Flickr.

    Cimitero Militare Gurkha
    Cimitero Militare Gurkha


    Ridge War Cemetery
    Ridge War Cemetery

  • La Certosa di Bologna

    Alfa e Omega
    [Questa è una di quelle che più mi sono piaciute, Alfa e Omega, inizio e fine, bellissima]

    Ritagliarsi un poco di tempo per se, riuscire ad incastrarlo nel sempre più affollato TODO quotidiano.
    Venerdì sono salito a Bologna per motivi personali, e ne ho approfittato per fare due cose alle quali tenevo: 0) una serata con un paio di amici con i quali non passavo tempo assieme da troppo; 1) un piccolo photowalk alla Certosa di Bologna.

    La parte vecchia della Certosa mi ha sempre affascinato, fin da piccolo, e quando con mia mamma andavo a salutare il nonno, una visita a quella zona non mancava mai.

    Per un attimo ho temuto di dover desistere, vedendo un cartello che indicava il divieto di foto all’interno del cimitero; poi, informandomi con un addetto, sono riuscito ad ottenere un permesso temporaneo per il pomeriggio.
    Una atmosfera incredibile: sarà forse che ci sono stato di venerdì pomeriggio, fatto sta che non c’era nessuno in giro, e gli unici rumori che disturbavano il silenzio dei chiostri era quello dei miei passi. Da brivido.

    Qui il set completo.

    Alla prox

    [tags]certosa, bologna, cimitero, foto[/tags]

  • Perchè fotografo

    Senza punto interrogativo, il perchè lo conosco bene.
    Questo post prende fortemente spunto dalla sezione con il medesimo nome che si trova nel blog di Lyonora (e trovo la sua spiegazione assolutamente deliziosa).

    Premetto di non avere un background fotografico, nel senso che non ho mai fatto corsi di fotografia, e quello che riesco a tirare fuori dal CCD è frutto sia delle ottime ottiche Nikkor che degli esperimenti fatti con le varie impostazioni della macchina. E questo nel bene e nel male.

    Ho iniziato a fotografare per necessità in un periodaccio della mia vita, dopo essermi reso conto mio malgrado che le cose, se non “fissate” adeguatamente si perdono per sempre, ed è un vero peccato. E da qui l’acquisto della Nikon D40, che conoscevo già, avendocela a casa.

    E niente, as usual da cosa nasce cosa, la necessità si è tramutata in passione, e foto dopo foto ho visto aumenti qualitativi, e ora come ora sono molto soddisfatto dei miei scatti.

    Ora posso persino giustificare qualche acquisto dedicato, come un nuovo obiettivo o il monopiede (ignoro il termine tecnico, ma il commesso di MW mi ha capito benissimo), e niente, la trovo bella, questa cosa.

    Alla prox

    PS: questo post mi piace talmente tanto che l’ho trasformato in pagina.

  • Metterci la faccia

    BarCamp FI - #murate

    Ovvero, del perchè secondo me un avatar con la propria foto è la scelta migliore.
    Il mio pensiero, condivisibile oppure no, è che metterci la faccia responsabilizza, o quantomeno non consente di nascondersi dietro ad una immagine più o meno anonima.
    E in questo momento, in cui i discorsi sull’identità digitale sono quasi all’ordine del giorno, non mi sembra una cosa da sottovalutare.
    Il pensiero non è recente, in effetti risale ad un intervento al RomagnaCamp dello scorso settembre, ma mi è capitato di riformularlo lo scorso sabato, in occasione della toccata e fuga al BarCamp fiorentino (la foto sopra mostra uno scorcio della bellissima location, le Murate in Firenze).
    Volgendo lo sguardo a destra e a manca in cerca di qualche volto noto del quale si era certi della presenza, mi sono sentito chiamare per nome da Dario, che non seguo e non mi segue (ora si :) ) su nessun social network, e che evidentemente mi ha riconosciuto dall’avatar (e con buona memoria, visto che la scelta di valicare l’Appennino è stata fatta senza alcun annuncio).
    Ora, è chiaro che in questo caso la presenza della foto è servita puramente a fare networking dal vivo, ma non nascondo di essere rimasto piacevolmente colpito dalla cosa.
    Metterci la faccia serve!

    Alla prox